FREERIDE, questo sconosciuto...!!!

Freeriders, freeriding parole piuttosto utilizzate e di moda negli ultimi anni che non chiariscono però mai molto bene a cosa fanno riferimento. Nate negli stati uniti parecchi anni fà, letteralmente “corridori liberi in libertà” etichetta che viene identificata come disciplina “alternativa/speciale” applicata a svariate attività sportive dinamiche dove la forza di gravità in gioco è preponderante e che principalmente si praticano all’aria aperta a contatto con la natura.

Nel nostro settore, personalmente non vedo una diversa disciplina quanto uno stile di vita, una filosofia, un modo di essere alternativo e più naturale di vivere questo meraviglioso sport che è lo sci. E’ nata quindi la voglia all’interno dello sci club di creare un gruppo, probabilmente di veri amanti dello sci e della montagna o che lo diventeranno presto, che vuole affacciarsi in questo nuovo mondo che abbiamo proprio dietro l’angolo.

Spesso infatti non siamo neppure a conoscenza delle possibilità offerte dalla natura quando si ricopre di quel magico manto bianco, spesso ci limitiamo o crediamo che lo sciare significa incanalarsi rimanendo all’interno di “recinti/barriere” che le piste battute delimitano e che solo in quell’ambito e per pochi mesi l’anno è possibile la sua pratica.
Ripresa da una vecchia rivista Americana, trovo azzeccata la frase
“mother nature doesn’t make groomed slopes!” in definitiva "la natura non crea le piste battute". Per tutti quelli quindi che sono stufi di adattarsi agli standard che la quotidianità ci impone nella vita e nel lavoro, riuscire ad esprimersi praticando il nostro sport preferito in totale libertà di movimento e soprattutto più a contatto con la reale natura degli ambienti montani, lontano dal caos diventa un “must”!
I continui progressi dei materiali, sempre piu specifici anche per noi freerider con i cosidetti fat skis, e dei mezzi tecnologici che documentano la nostra attività, hanno poi ulteriormente fatto salire l’interesse intorno a questa filosofia.
Con l’idea di realizzare a fine stagione un video delle nostre uscite (e del nostro mondo) saranno infatti realizzate riprese che potranno anche aiutarci a capire meglio il nostro gesto atletico. Puro divertimento e sempre alla ricerca della prima linea/traccia da lasciare sarà la nostra ricerca costante. E’ altrettanto importante però avere un approccio graduale, è facile infatti farsi ammaliare/incantare dai professionisti che specie negli States sono protagonisti di veri e propri movie/film che con un taglio incalzante fanno sognare di essere anche noi capaci di certe performances estreme.
Spesso ci veniamo a trovare in situazioni totalmente differenti, le variabili della neve, soprattutto qui in appennino sono legate alle stagioni e al clima: possiamo trovare la neve polverosa “powder” in inverno, quella trasformata in primavera, dal ghiaccio vivo alla crosta superficiale.
Imperativo è quindi la conoscenza e il rispetto del luogo in cui ci troviamo che spesso può essere più insidioso che negli stretti ambiti di un comprensorio sciistico attrezzato, buon senso e oggettiva valutazione degli elementi che ci circondano sono la base, in più la tecnica da seguire dettata dall’esperienza del gruppo ci faranno godere tranquillamente le nostre esperienze “fuoripista” senza timori ingiustificati. Il resto dipende da noi. "La cosa attraente è immaginarsi e sognare come scendere, scegliere una linea o l’altra, affrontare un salto inatteso, e, perché no, cadere quando si è valutata prima la possibilità di lasciarsi andare. Si può affrontare un pendio ampio senza fermarsi mai con ampi curvoni, ci si può fermare ed ammirare il paesaggio, nel silenzio, oppure studiare la traccia che si è appena lasciata alle spalle". La filosofia del freerider è semplice:
"La cosa più importante è che si è lontani dagli impianti e dal caos al punto di sentirti immerso nella montagna da farne parte, dividendo sempre le emozioni con gli amici ed essere semplicemente felici quando hai tracciato anche solo la linea più bella lasciando, seppur momentaneamente, la tua firma sulla montagna".

Mauro Scaramella
Referente settore FREERIDE

Chi é...
Mauro Scaramella, da quasi 30 anni, ha abbandonato le piste battute per il fuoripista dopo aver scoperto la vera essenza dello sport e della montagna in seguito all'anno militare svolto negli alpini di Aosta dove ricopriva la carica di C.M. caposquadra assaltatori nonché istruttore di sci nel corso dei campi invernali.

Guarda le clip di mauro: http://vimeo.com/channels/insaneskier

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